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Il complesso di San Giuseppe

ll 22 febbraio 1515 gli Osservanti Minori Francescani acquisirono due case nel cuore artigianale e commerciale di Brescia, la Curia dei Fabii. Questa era in parte occupata da case degradate, orti, insediamenti, ospizi, nonché dal postribolo pubblico.

Brescia aveva da tempo avviato l’opera di ristrutturazione, abbellimento e risanamento del tessuto urbano che vedeva la sua massima espressione nell’apertura della vicina Piazza Gran­de (oggi Piazza Loggia) e nella costruzione dei monumentali edifici che la circondavano. La collaborazione con l’ordine degli Osservanti ed il loro insediamento nella Curia dei Fabii avrebbe favorito l’organizzazione e la normalizzazione della vita sociale e l’allontanamento della prostitu­zione e delle attività illecite dal centro della città. Si contava inoltre di usufruire della tradizionale predicazione dell’Ordine contro l’usura, piaga contro la quale il Comune aveva istituito fin dal 1490 il Monte di Pietà.

Nel 1516, Venezia impose a Brescia un drastico intervento urbanistico, la Spianata, ossia l’abbatti­mento degli edifici intorno alle mura per un raggio di un chilometro e mezzo. Questo intervento, che per ragioni di strategia militare avrebbe poi caratterizzato tutte le città veneziane di terraferma, interessava anche i conventi di San Rocco e di San Bernardino, nonché il complesso di Sant’Apollonio, primo convento a Brescia degli Osservanti.

I Frati Minori vennero in seguito risarciti da Venezia per gli edifici sacrificati alla Spianata e si ri­trovarono così con una notevole liquidità finanziaria. Questo permise loro di erigere ex novo sia la chiesa che il convento di San Giuseppe e di creare nel centro della città una struttura aggregante da contrapporre ai conventi di San Francesco.

Gli altri ordini religiosi, interessati dallo stesso provvedimento, occuparono invece strutture cultuali già esistenti sul territorio urbano. Il monumentale complesso di San Giuseppe avrebbe suc­cessivamente rivestito un ruolo di prim’ordine nella vita religiosa, culturale e sociale della città di Brescia.

I lavori del tempio iniziarono nel 1519 e nei due anni successivi si raggiunse il tetto. Tra il 1531 ed il 1534 venne costruita la sagrestia e si mise mano al chiostro. Entro la fine del 1534 presero il via anche i lavori per la parte superiore dell’edificio destinato al noviziato e possiamo indicare il 1541 come data entro cui gran parte del lavoro poteva dirsi conclusa.

Nel 1557 si diede il via ai rogiti d’acquisto di case e cortili, atto preliminare alla realizza­zione del terzo chiostro che fu terminato nel 1610.

Nel 1797, il Governo della costituita Repubblica Cisalpina decretò la soppressione di tutte le corporazioni, discipline, confraternite e solo alcune chiese parrocchiali ottennero il permesso di restare aperte: il complesso di San Giuseppe corse il rischio di essere chiuso, ma potè continuare l’officiatura perché molto frequentato. Nel 1810, l’Ordine dei Minori fu abolito ed il complesso venne incorporato dal Demanio; la chiesa però rimase aperta al culto.
Dopo la costituzione del regno d’Italia, nel 1864, il Ministero di Grazia e Giustizia, con il benestare dei sindaci e dei prefetti di molte città italiane, presentò alla Camera un “Progetto di legge relativo alla soppressione di corporazioni religiose”: la legge fu promulgata nel 1866 e San Giuseppe fu inserito nell’elenco delle soppressioni. Nel 1896, dopo una complicata lite giudiziaria tra l’Intendenza di Finanza di Brescia e la Diocesi, la chiesa di San Giuseppe, di proprietà del Demanio, tornò ad essere a disposizione del culto. Solo nel 1973 il terzo chiostro venne acquistato dalla Diocesi, con il vincolo di destinazione a “Museo Diocesano”.
 
A cura del Servizio informatico della Curia di Brescia - WebMaster * Servizio Informatico
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