Eventi in corso

Girolamo Romanino (Brescia dopo 1559)
Madonna con il Bambino

olio su tela, 98,6 x 86,5 cm
Calvagese, Chiesa parrocchiale della Cattedra di san Pietro
in deposito al Museo Diocesano (inv. 1356)

Benché sia ricordata come opera “tenuta del Romanino” nella Relazione della Commissione Provinciale per la conservazione dei Monumenti (1872, p. 13), della “scuola del Romanino” nella Relazione del 1875 (p. 20), e “attribuita al Romanino” in Calvagese (1905, p. 9), la Madonna di Calvagese fu studiata per la prima volta da Gaetano Panazza in occasione della mostra dedicata al pittore nel 1965. La tela fu tagliata sui quattro lati probabilmente per essere adattata alla cornice seicentesca dell’altare del Rosario nella Parrocchiale. Per questo non si conosce il formato originale del dipinto. In occasione del recente restauro si sono recuperate porzioni di colore originale poste sui bordi; le lacune sono state colmate con intervento ad astrazione cromatica con tecnica detta ‘a rigatino’.
Non esistono testimonianze documentarie riguardo all’esecuzione della tela: Panazza (1965, p. 78) la colloca negli anni compresi tra il 1524 e il 1529; Nova (1994, p. 246) l’anticipa invece agli anni 1523-1524 quando Romanino stava lavorando alla parte superiore della cappella del Santissimo Sacramento in san Giovanni Evangelista, mettendo in evidenza le affinità stilistiche tra questo dipinto e le tele di San Giovanni. Il volto del bambino Gesù ha infatti notevoli somiglianze con quello del fanciullo spaventato dal cane nella Messa di san Gregorio, mentre l’imponente figura della Madonna, avvolta in un ampio mantello verde-azzurro, si avvicina al fare monumentale di alcuni profeti del sottarco.
Prima del restauro Simoni nel 1965 il dipinto presentava molte ridipinture (compresa l’aggiunta di un perizoma ai fianchi del Bambino) e un pesante strato di vernice ingiallita che nascondeva i danni di una pulitura antica troppo drastica che aveva molto impoverito la pellicola pittorica. L’attuale restauro, oltre a rimuovere ritocchi alterati e la vernice ingiallita del precedente intervento, ha cercato di ridare piena leggibilità al dipinto nei suoi valori cormatici ed estetici.
Elena Frosio

Restauri: Simoni, Brescia, 1965; Marchetti e Fontanini, Toscolano Maderno, 2009.

Bibliografia
Relazione della commissione Provinciale per la conservazione dei Monumenti, Brescia, 1873, p. 13; Relazione della commissione Provinciale per la conservazione dei Monumenti, Brescia, 1875, p. 20; Calvagese, Calvagese (Bs) 1905, p. 9; G. Panazza (scheda di) in Mostra di Girolamo Romanino, Brescia 1965, p. 78; A. Nova, Romanino, Torino 1994, p. 246.
 
A cura del Servizio informatico della Curia di Brescia - WebMaster * Servizio Informatico
Valid XHTML 1.0 TransitionalCSS Valido!